Marchio Bio-Distretto dei Nebrodi

Marchio Bio-Distretto dei Nebrodi

Il marchio del Bio-Distretto dei Nebrodi può essere utilizzato dal socio, nella propria documentazione, ad uso istituzionale e promozionale. L’utilizzo del marchio deve essere autorizzato, per iscritto, dal consiglio direttivo del Bio-Distretto.
Su discrezione del presidente, il marchio può essere concesso anche per tempi limitati e in occasione di eventi o singole pubblicazioni.

La richiesta di utilizzo del marchio deve essere presentata su apposita modulistica predisposta dal Bio-Distretto. Un apposito regolamento disciplinerà i rapporti convenzionali per la concessione e l’uso del marchio e per l’eventuale assistenza tecnico-giuridica.

Si riportano di seguito gli impegni da assumere e i requisiti che devono possedere le diverse tipologie di utilizzatori del marchio “Bio-Distretto dei Nebrodi”:

Enti Pubblici: (enti locali, singoli e associati, città metropolitane, enti parco, etc.) devono aver deliberato adesione al Bio-Distretto impegnandosi a:
• dichiarare il territorio di propria competenza libero da OGM, diffondendo ampiamente l’informazione sul modello di agricoltura biologica/biodinamica/naturale;
• privilegiare gli acquisti verdi, promuovendo lo sviluppo delle mense biologiche nelle scuole, negli uffici pubblici, nelle strutture sanitarie;
• fornire assistenza agli agricoltori che intendono convertire l’azienda al biologico/biodinamico;
• valorizzare le produzioni biologiche/biodinamiche/naturali del territorio promuovendo canali distributivi alternativi (mercatini degli agricoltori, punti vendita in aziende e agriturismi, catering bio, ristoranti a filiera corta bio, negozi del bio, etc.);
• promuovere in altri settori il rispetto dei principi dell’agricoltura biologica/biodinamica, quali la gestione del verde pubblico, la gestione dei rifiuti organici, la bio-edilizia, etc.;
• promuovere l’agricoltura biologica nelle aree demaniali, trasformandole in incubatori del biologico, con un’attenzione particolare anche alla promozione dell’agricoltura sociale;
• utilizzare in tutte le manifestazioni prodotti biologici/biodinamici/naturali del Bio-Distretto;
• promuovere, curare e pubblicizzare il marchio di garanzia biologica/biodinamica/naturale del Bio-Distretto;
• promuovere il calendario degli eventi del Bio-Distretto, che comprende cultura, turismo, convegni, fiere, sagre, feste civili e religiose, feste della montagna e del mare, produzioni tipiche locali, rivolto agli abitanti e ai turisti per la valorizzazione ambientale, storica e culturale del comprensorio dei Nebrodi;
• curare con i soggetti aderenti all’iniziativa e con il loro supporto tecnico e logistico, un rapporto annuale sullo stato del comprensorio territoriale del Bio-Distretto.

Associazioni di Consumatori: i soci devono essere interessati ad acquistare prodotti biologici/biodinamici/naturali del territorio, preferibilmente attraverso i canali della filiera corta (mercati del bio, punti vendita aziendali, distribuzione diretta, gruppi di acquisto solidale, etc.). I consumatori, grazie al Bio-Distretto, possono contare sulla tracciabilità totale del prodotto biologico/biodinamico/naturale da filiera corta, sulla loro maggiore disponibilità e facilità di acquisto e sulla salvaguardia delle risorse naturali del territorio in cui vivono. Inoltre, come cittadini, beneficiano della qualità ambientale, che l’agricoltura biologica/biodinamica/naturale assicura proprio nei luoghi di produzione, ed hanno l’opportunità di ricomporre un rapporto diretto, franco e di collaborazione reciproca con i produttori.

Imprese Agricole ed Agroalimentari: gli agricoltori, che sono i principali protagonisti del Bio-Distretto, devono essere inseriti nel contesto socio-economico del territorio e si devono impegnare a rispettare i sistemi di controllo del biologico/biodinamico/naturale. Tra i vantaggi derivanti dall’essere parte del Bio-Distretto ci sono quelli della vendita delle produzioni tipiche locali e l’accesso all’eco-turismo (bio-fattorie, eco-sentieri, bio-fattorie didattiche, bio-sociale). Un altro vantaggio è quello della promozione delle produzioni attraverso le attività predisposte nel piano di marketing territoriale del Bio-Distretto. Le imprese del settore agroalimentare o della produzione di mezzi tecnici agricoli possono aderire direttamente all’iniziativa e beneficiare della concentrazione locale di aziende biologiche sia per la fornitura di mezzi tecnici che per la produzione di materia prima per la trasformazione alimentare (es. pasta, dolci, formaggi, salumi, mangimi, etc..).

Imprese di altri Settori: le imprese turistiche, eno-gastronomiche, artigianali, etc.., adottando il marchio del Bio-Distretto, possono farsi portavoce dell’offerta del territorio proponendo itinerari eco-turistici, visite alle realtà agricole più significative, menù bio-locali-stagionali nonchè manufatti di artigianato locale, utili alla destagionalizzazione e all’attrazione del turismo ecologico e della terza età in costante aumento. Tutto ciò potrà qualificare ulteriormente l’offerta commerciale, incoraggiando il turista a prolungare il proprio soggiorno.

Università, Centri di Ricerca e Formazioni: possono richiedere l’utilizzo del marchio se sostengono le attività del territorio implementando attività di studio, sperimentazione e formazione, utili al consolidamento/miglioramento delle attività dei singoli attori e del Bio-Distretto nel suo complesso.

Associazioni Turistiche, Ecologiste e Ambientaliste, degli Operatori Agricoli, Sociali, Culturali, del Terzo Settore: devono promuovere, nei rispettivi ambiti, le attività e le finalità del Bio-Distretto.
Le associazioni turistiche devono promuovere tutte le forme possibili di eco-turismo all’interno dell’area del Bio-Distretto (eco-sentieri da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo, turismo rurale, albergo diffuso, visite di studio, campi estivi per bambini, ragazzi e famiglie, etc.).
Le associazioni ecologiste e ambientaliste devono monitorare e tutelare il territorio sotto il profilo delle produzioni agricole biologiche/biodinamiche/naturali fondate sulla conservazione delle risorse naturali, sulla conoscenza e pratica delle produzioni a basso impatto ambientale, sulla vocazionalità dei terreni e sull’uso di tecnologia appropriata.
Le organizzazioni del terzo settore si devono occupare di programmi educativi in ambito scolastico ed extrascolastico, di promozione della salute, di educazione ambientale, di inclusione sociale e di reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati (portatori di handicap, ex detenuti, ex tossicodipendenti, immigrati extracomunitari, violenza di genere, etc..).